Crocifisso di Giunta – Pisano

© Christina Munns

Giunta Pisano, (1225-1290?) soprannome di Giunta di Capitino é stato un pittore italiano, considerato il maggiore innovatore della pittura italiana nel secondo quarto del XIII secolo. La sua pittura fu sicuramente influenzata dal rinnovamento religioso promosso dai francescani, come si puó vedere dal tentativo di umanizzare il sacro e di coinvolgere emotivamente l’osservatore in un clima di umile e fervente religiositá . Senza abbandonare lo stile bizantino, egli ne tese le potenzialitá  espressive fino al limite, aprendo la strada che avrebbe permesso a Cimabue e a Giotto di rifondare la pittura in uno stile pienamente “italiano”. Di lui si conoscono quattro Croci dipinte, tutte firmate, tra le quali quella oggi conservata in Assisi.

Si tratta della prima opera pervenutaci nel quale il corpo di Cristo é arcuato verso la sinistra, debordando dal braccio della croce e occupando una delle due fasce laterali dove anticamente venivano raffigurate le scene della passione, che quindi cedono il passo ad uno sfondo di motivi geometrici.Sui tabelloni alle estremitá  dei bracci laterali, Maria e San Giovanni sono raffigurati a mezzo busto (invece delle piccole figure intere bizantine) e nell’atteggiamento del compianto.

L´immagine vuole avere un impatto forte per arrivare al cuore di chi osserva. In questa sacra rappresentazione vediamo il “cristus patiens” morto con il capo reclinato sulla spalla, contemplato dalla Vergine Maria e S.Giovanni nelle tabelle laterali, per noi modelli di partecipazione alle sofferenze del Cristo. Egli ha il corpo teso, piegato ad arco, il dolore ne ha affilato la forma. Nella sua carne, luce e tenebre si sono affrontati in un decisivo duello: Gesú esprime un dolore intimo umanissimo ma anche epico e fuori dal tempo, é morto eppure non é vinto, la sua persona é pervasa da un dinamismo metafisico che é giá  segno della sua capacitá  di dare la vita e poi di risorgere.